Una nuova idea di tutela, nata dall’emergenza abitativa.
CASE TUTELATE nasce nel 2025 da una riflessione sull’emergenza abitativa e sulle condizioni del patrimonio edilizio esistente.
L’ascolto del territorio ha evidenziato una realtà che va oltre la disponibilità di un alloggio: umidità, muffe, scarsa ventilazione, impianti obsoleti, sovraffollamento e carenze manutentive mostrano quanto le condizioni dell’ambiente possano incidere sulla qualità della vita e sulla tutela delle persone.
La prevenzione nasce dalla conoscenza
Alcune esperienze concrete hanno contribuito a rendere più evidente questa necessità.
Tra queste, la richiesta di aiuto di un giovane padre, che si rivolse ad Aurora Scollo per individuare una soluzione abitativa più adeguata per la propria figlia di due anni, in relazione alle difficoltà respiratorie che si manifestavano nell’ambiente nel quale vivevano.
E la vicenda di Clelia Ditano, 25 anni, deceduta nel 2024 in un edificio di edilizia residenziale pubblica a Fasano. Un episodio che ha portato in primo piano il tema della manutenzione e della sicurezza del patrimonio abitativo e la necessità di rafforzare una prevenzione continua e programmata.
Esperienze differenti hanno contribuito a porre una questione comune: conoscere le condizioni degli ambienti prima che una criticità diventi un’emergenza.
Dalla casa agli ambienti di vita
È da questa prospettiva che il progetto amplia progressivamente il proprio campo di attenzione.
Non soltanto abitazioni, ma anche scuole, asili nido, RSA e strutture socio-sanitarie, strutture ricettive, edifici pubblici, beni confiscati alla criminalità organizzata e patrimonio edilizio inutilizzato o da recuperare.
Contesti diversi, nei quali sicurezza, condizioni ambientali, caratteristiche tecniche, manutenzione e fattori sociali richiedono una lettura integrata.
Una rete di competenze
Per affrontare questa complessità, CASE TUTELATE riunisce competenze scientifiche, sanitarie, sociali, tecniche, giuridiche ed economiche, insieme a competenze istituzionali e specialistiche.
Nel 2025 questa impostazione prende forma nel Modello CASE TUTELATE, articolato nelle dimensioni ambientale, tecnico-impiantistica ed energetica, di sicurezza e clinico-sociale.
Nello stesso anno il progetto viene riconosciuto dal Policlinico di Bari.
Nel 2026 il progetto si struttura in CASE TUTELATE APS – Associazione di Promozione Sociale, consolidando una rete orientata alla ricerca, alla conoscenza e allo sviluppo di strumenti per la tutela degli ambienti di vita.
È da questo percorso che prende forma il Modello CASE TUTELATE: un sistema che traduce l’integrazione delle competenze in criteri, strumenti e metodi per conoscere e valutare gli ambienti nei quali viviamo.
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