Dati & Salute

La casa è il primo presidio di salute pubblica.

Case Tutelate nasce da una segnalazione reale: un padre che chiede aiuto perché la figlia, di due anni, respirava con difficoltà in una casa piena di muffa e condensa.
Da quella richiesta semplice e civile è emersa una domanda collettiva:
quante famiglie vivono in abitazioni non salubri, senza tutele e senza strumenti per migliorarle?

Un sondaggio civico condotto nei Comuni di Fasano, Monopoli e Cisternino ha confermato la portata del problema:

Da qui è nata la proposta del primo modello civico di prevenzione abitativa, che unisce salute, sicurezza e riqualificazione.

Il sondaggio civico condotto per Case Tutelate è stato svolto in forma totalmente anonima,
proprio per garantire risposte libere e veritiere da parte dei partecipanti,
senza timori o filtri che potessero alterare la realtà abitativa descritta.

Le due domande principali hanno riguardato:
1. “Quale delle seguenti situazioni descrive meglio il tuo caso attuale o passato?”
2. “Com’era la condizione dell’immobile?”

L’obiettivo era comprendere quanto le case fossero realmente regolari e salubri,
oltre le apparenze e i dati ufficiali.

Dalle risposte emerge che una parte consistente dei partecipanti vive o ha vissuto in situazioni formalmente non registrate o solo parzialmente regolari.
Si tratta di contratti invisibili, spesso presentati come “comodati gratuiti”, ma che prevedono pagamenti non dichiarati o affitti in nero.

In altri casi, il contratto esiste, ma non è mai stato registrato presso l’Agenzia delle Entrate,
oppure riporta una durata o un importo diverso da quello realmente versato.

La seconda domanda del sondaggio ha mostrato che oltre la metà delle abitazioni (50,4%)
è risultata “abitabile ma con problemi”:
presenza di umidità, muffe, infissi danneggiati o impianti obsoleti.

Solo 3 case su 10 sono state descritte come in buono stato,
mentre oltre 1 su 10 non risulta abitabile senza interventi di risanamento.
Un ulteriore 6% riguarda locali non residenziali adattati ad abitazione, come seminterrati o depositi.

Questo lavoro di raccolta dati – autonomo e civico –
non sostituisce le rilevazioni istituzionali (ISTAT, ARPA, OMS, Politecnico di Bari),
ma le integra, offrendo una fotografia dal basso,
più vicina alle esperienze reali di chi vive nel territorio.

Secondo l’OMS e l’Istituto Superiore di Sanità, l’aria interna può essere fino a cinque volte più inquinata di quella esterna.
Muffe, gas radon, composti organici volatili (VOC) e scarsa ventilazione compromettono la qualità dell’aria, con conseguenze dirette sul benessere fisico e mentale.

Le categorie più vulnerabili sono:

  • bambini e anziani,
  • donne in gravidanza,
  • persone con patologie croniche o immunitarie,
  • soggetti sottoposti a terapie oncologiche o neurologiche.

Pneumologia

L’esposizione a muffe e umidità aumenta fino al 40% il rischio di asma e bronchite cronica (OMS, 2009).
Il gas Radon è la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo (ISS).
Chi soffre di asma o BPCO peggiora rapidamente in ambienti umidi o scarsamente ventilati.

Pediatria

I bambini sono i più vulnerabili: respirano più aria in proporzione al peso corporeo e assorbono più inquinanti.
Secondo l’EPA (2022), vivere in case umide o con muffa aumenta del 40% il rischio di asma, otiti e bronchioliti.
L’esposizione precoce a radon o muffe può interferire con la crescita polmonare e lo sviluppo neurologico.

Cardiologia

Le sostanze organiche volatili (VOC) e il radon, emessi da materiali e muffe,
favoriscono ipertensione, aritmie e rischio di ictus (Environmental Research, 2018).
L’aria stagnante riduce l’ossigenazione del sangue e affatica l’apparato cardiovascolare,
soprattutto negli anziani e nei soggetti ipertesi.

Neurologia

Le micotossine e i VOC influiscono sul sistema nervoso centrale,
causando cefalee, insonnia, irritabilità e difficoltà cognitive (Neurotoxicology, 2019).
Nelle persone affette da SLA, epilessia, Parkinson o Alzheimer,
l’umidità, le escursioni termiche e la scarsa ventilazione aggravano i sintomi e riducono la lucidità mentale.
Anche la luce naturale e l’isolamento acustico sono elementi che incidono sul benessere neurologico quotidiano.

Oncologia ed Ematologia

Il Radon è classificato dallo IARC come cancerogeno di classe 1, responsabile di tumori polmonari e bronchiali.
Le micotossine prodotte da muffe (es. Aspergillus flavus) sono associate a tumori epatici e renali,
mentre benzene e VOC emessi da vernici e materiali sintetici aumentano il rischio di leucemie e linfomi.
Le persone in trattamento oncologico, con difese immunitarie ridotte,
sono più esposte alle infezioni respiratorie da spore e muffe domestiche.

Endocrinologia e Malattie Metaboliche

Le condizioni ambientali influenzano direttamente il metabolismo e l’equilibrio ormonale.
Temperature instabili, umidità e aria stagnante aumentano la risposta infiammatoria dell’organismo,
compromettendo il controllo glicemico e la regolazione del peso corporeo.

Chi soffre di diabete, ipotiroidismo o obesità è più sensibile agli sbalzi termici e all’umidità,
che rallentano la circolazione periferica e riducono la sensibilità insulinica.

Particolare attenzione va riservata alle donne in gravidanza con diabete gestazionale:
vivere in ambienti non salubri, con muffa o scarsa ventilazione,
aumenta il rischio di scompensi glicemici, insonnia e stress ossidativo,
con effetti indiretti sul benessere fetale e sulla funzionalità placentare.

Allergologia e Immunologia

Le muffe e gli acari rilasciano allergeni respiratori che aggravano asma, rinite e orticaria cronica.
Secondo l’EAACI (2016), l’umidità domestica è la principale causa di allergie indoor in Europa.
In soggetti immunodepressi, l’esposizione prolungata può portare a infezioni fungine opportunistiche.

Dermatologia

L’umidità altera il pH della pelle e indebolisce le difese naturali,
favorendo dermatiti da contatto, eczema, psoriasi aggravata e pruriti cronici.
Anche le muffe sui muri e i detergenti chimici aggressivi favoriscono micosi e irritazioni cutanee,
soprattutto nei bambini e negli anziani.
Una casa asciutta e ben ventilata è parte della prevenzione dermatologica.

Malattie Infettive

Negli ambienti umidi proliferano batteri e funghi patogeni come Aspergillus e Legionella,
causando aspergillosi e malattia del legionario (CDC, ECDC).
Il rischio è più alto in impianti idrici o condizionatori non sanificati.
Una manutenzione regolare e una buona aerazione sono la prima forma di prevenzione.

Come spiega Sebastián Rus, tecnico esperto in qualità abitativa ed ex Quality Manager (oggi Responsabile Tecnico Commerciale Nord Est Italia per Rehau)::

la salute abitativa non dipende solo da dati medici o da rilevazioni ambientali,
ma anche dalla qualità costruttiva e dall’efficienza tecnica degli edifici.
Uno dei fattori più sottovalutati è la sostituzione degli infissi, che rappresenta in realtà una delle misure preventive più concrete e immediate per tutelare la salute di chi vive in casa.

Come evidenzia Rus, infissi deteriorati o con scarsa tenuta favoriscono infiltrazioni, condensa e ponti termici, causando microclimi instabili, dispersione di calore e proliferazione di muffe e spore nocive.
Sostituirli non è quindi un intervento estetico, ma un atto di prevenzione primaria:
riduce le patologie respiratorie, migliora la qualità dell’aria e rende la casa più sicura anche dal punto di vista acustico e termico.

Dal punto di vista tecnico, un infisso performante incide su tre aspetti fondamentali:

  1. Tenuta all’aria e al vapore, che evita infiltrazioni e mantiene stabile il microclima interno.
    Una finestra non sigillante, infatti, causa correnti d’aria e differenze di temperatura che favoriscono condensa e formazione di muffe, con conseguente proliferazione di spore nocive.
  2. Isolamento termico, che riduce la dispersione di calore d’inverno e il surriscaldamento d’estate.
    Mantenere una temperatura costante e omogenea negli ambienti è la base per ridurre l’umidità relativa e migliorare il comfort abitativo.
  3. Isolamento acustico, che contribuisce a diminuire lo stress ambientale.
    Rumore e vibrazioni prolungate, infatti, alterano la qualità del riposo e la concentrazione, influenzando indirettamente anche la salute psicologica.

Un infisso obsoleto o danneggiato, dunque, non è solo un elemento edilizio inefficiente:
è un punto critico di vulnerabilità sanitaria e strutturale.
Dove manca tenuta, si accumula umidità; dove l’aria ristagna, aumentano i rischi biologici e chimici (VOC, micotossine, radon).

Come sottolinea Rus, la sostituzione dei serramenti non deve essere considerata un costo ma una misura di prevenzione strutturale:
un corretto isolamento riduce la dispersione di energia, stabilizza il microclima interno e protegge gli abitanti da agenti fisici e biologici.
In questo senso, la manutenzione edilizia è una forma di medicina preventiva applicata all’abitare.

Se la teoria della salubrità abitativa trova fondamento nei dati e nei materiali, la pratica si misura nelle scelte quotidiane di chi interviene sugli edifici.
Come ricorda il geom. Diego Giannoccaro, la prevenzione non si fa solo con prodotti specifici o detrazioni, ma con interventi mirati, concreti e sostenibili nel tempo.

Oltre all’aspetto sanitario, c’è quello economico:

Una casa sicura, quindi, non è solo una casa “a norma”:
è una casa che produce valore, riduce rischi e restituisce benessere a chi la abita e a chi la possiede.

Come ricorda Dario Raiti, HSE Specialist (Health, Safety & Environment),
esperto di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro:

Raiti sottolinea che la cultura della sicurezza deve estendersi all’abitare quotidiano:

Una casa salubre migliora il sonno, l’umore e la produttività.
La sicurezza, in fondo, non si misura solo nei luoghi di lavoro,
ma inizia dal posto più semplice e importante: dove si vive.

  • OMS – Indoor Air Quality Guidelines: Dampness and Mould, 2009
  • EPA – Health Risk of Radon, 2022
  • ISS – Sorveglianza Radon, 2021
  • EAACI – Allergy and Clinical Immunology, 2016
  • Environmental Research, Elsevier, 2018
  • Frontiers in Public Health, 2021
  • Neurotoxicology, Elsevier, 2019
  • Age and Ageing, Oxford Academic, 2018
  • EFSA – Mycotoxins Risk Assessment, 2021
  • IARC – Monographs on Carcinogenic Risks, 2020